L’etnografia ha rappresentato un rilevante aspetto metodologico per ripensare questioni quali la memoria collettiva, il paesaggio rurale, la cultura materiale che a tale paesaggio ha dato forma, l’ordinarietà della tradizione vissuta quotidianamente quanto l’eccezionalità delle occasioni rituali collettive. Il metodo etnografico non si risolve, a nostro parere, nella documentazione di un passato senza continuità, nella compilazione di una tradizione immobile da catturare prima che si “estingua”, o nella riattualizzazione di un folklore che ammicchi al turista. La tradizione è un continuo divenire, è sempre poco autentica a se stessa; è un passaggio che è tradimento, mai uguale e mai ripetibile alla lettera. E’ proprio all’interno di questo tradimento che ci piace riconoscerci e che vogliamo agire. Ascoltare e raccogliere voci, sguardi, gesti della tradizione sono il nostro mezzo per interpretare il presente, il vivere collettivo, il processo di cambiamento; da quelle stesse voci, sguardi e gesti cerchiamo di intuire le trame che ci rendono parte attiva di un luogo. La tradizione, la memoria servono soprattutto a ri-conoscersi, a non perdere l’orientamento o a immaginarsi possibili nuove evoluzioni.

LA RICERCA