In seguito alla ricerca etnografica "I segni del sacro e le tracce del profano" si è realizzato un laboratorio di educazione alla teatralità rivolto a bambini e ragazzi in cui, una delle fiabe raccolte, è stata trasposta in forma teatrale e messa in scena nelle strade e nei cortili di paese. La
rappresentazione teatrale è stata interpretata e utilizzata quale strumento estremamente valido e stimolante per ritrasmettere anche ai più giovani la memoria di un patrimonio culturale che sta lentamente cadendo nell’oblio.
Obbiettivo del laboratorio è stato fornire, in relazione all’età evolutiva del singolo, delle rudimentali cognizioni sulla cultura teatrale e promuovere nei giovani la conoscenza e la ri-trasmissione del patrimonio fiabesco del territorio natio.
Il lavoro si è focalizzato sullo sviluppo del benessere psico-fisico e sociale del bambino, valorizzando la fantasia e l’espressività grazie alla cura e al potenziamento del gesto, della voce, del suono, del racconto e del movimento e incrementando la creatività attraverso la costruzione e l’uso di oggetti scenici.
Nella piena consapevolezza che la natura e il paesaggio sono parte inscindibile della memoria e della cultura di un luogo, si è scelto dar vita ad uno spettacolo itinerante che permettesse di usufruire appieno dell’incanto degli scorci di Crociglia, piccola frazione del comune di Zavattarello. In tal modo il teatro si è fatto tramite della lingua muta delle cose e dei luoghi e l’arte è divenuta così il mezzo per ridare vita, parola e suoni ad un piccolo borgo che ormai, come tutta la fascia collinare dell’alto Oltrepò, convive con l’orribile spettro dello spopolamento.

GIUANEN
AD FER